Il quiz delle corna. Peggio gli sms o la scappatella?

Se proprio dobbiamo parlarne, parliamone. E’ estate e lo spread non inquieta più di tanto; senza alcun dubbio si stanno consumando plurimi tradimenti; si sono esaurite fresche avventure; si progettano nuove bollenti tresche. E allora perché non discutere, in questo territorio “culturale”, banale e ripetitivo, anche dell’alternativa che emerge dalle dichiarazioni di Martina Colombari: “posso tollerare una scappatella, ma non uno scambio costante di sms”. Dunque la domanda per tutti potrebbe essere “meglio un fatto inequivoco o uno scritto equivocabile?” Non ero certa che tutti rispondessero come Martina, per lo meno stando a una mia personale statistica derivante dall’esperienza professionale. Infatti, il traditore, sul sospetto di scappatella può mentire quanto vuole, giurando e spergiurando; ma l’ingannato ha sempre la certezza di non trovarsi difronte a un presunto innocente. Invece, lo scritto può dar luogo a interpretazioni e spiegazioni incredibilmente convincenti: c’è, per esempio, chi racconta, e viene creduto, che gli sms ricevuti altro non sono che gli “inoltri” di un’amica o di un amico che ha bisogno di consigli in tempo reale sulla sua storia d’amore. E per sostenere l’alibi, l’organizzato traditore ha da tempo celato il numero di cellulare dell’amante con un nome di fantasia, ovviamente del sesso opposto a quello reale. Ma, tornando a Martina e non trascurando di sottolineare che, per chiunque ami, l’alternativa tra corna scritte e corna veloci si pone come la scelta di dover decidere se mangiare un cane morto con o senza peli, sembra che il suo pensiero in proposito sia condiviso dalla maggior parte delle donne. Meno dagli uomini. Ho infatti intrapreso una rapida indagine di mercato in proposito, interrogando una dozzina di signore di varie età e anzianità di matrimonio e ho appurato che: a) tutte preferirebbero la “scappatella”; b) più della metà, vorrebbe non saperlo; c) l’altra metà si attesta in pari quota tra chi procederebbe all’evirazione immediata e chi comincerebbe ad attuare, subito dopo averlo saputo, un instancabile marcamento a uomo; d) all’unanimità considerano molto più ingiurioso lo stillicidio emotivo di chi, pur essendo con te, è impegnato altrove con pensieri messaggiati, e dunque, in un’attività di intima complicità con un’altra; e) in genere preferiscono (pur sempre considerando l’alternativa come quella del cane con o senza peli) essere tradite a ore invece che continuativamente (con gli sms); f) interrogata espressamente sulle parole della canzone di Patty Pravo “meglio far l’amore con te pensando a un’altra o viceversa”, tutte, meno una, scelgono la prima ipotesi. I pochi uomini interpellati, invece, temono il corpo a corpo già avvenuto e danno poca importanza allo scambio, per quanto costante, di sms. Non percepiscono infatti quest’attività se non come virtuale e di corteggiamento: sono pertanto convinti di potere con il loro intervento – in genere tuttavia goffo e intempestivo – evitare il peggio, riproponendosi come oggetto di desiderio privilegiato. In conclusione, senza voler sembrare una bacchettona, che proprio non sono, rendiamoci conto che discutendo della scelta di modalità dell’infedeltà, la stiamo dando per scontata e acquisita. Abbiamo creato, cioè, una sorta di tolleranza benevola all’adulterio (traduzione corretta di scappatella) così facilitando l’hobby preferito di ogni uomo. Quando tutti, invece, dovremmo trovare insopportabilmente pornografica la visualizzazione in sé del tradimento, mentre si consuma, sia nel letto, sia sul display.

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